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Madonnari.org

Rassegna Stampa generale sul mondo dei Madonnari (3)

 

Rassegna Stampa generale sul mondo dei Madonnari Pagina1

Rassegna Stampa generale sul mondo dei Madonnari Pagina2

Rassegna Stampa di Gennaro Troìa

Rassegna Stampa "SCUOLA NAPOLETANA DEI MADONNARI"

English Gennaro Troìa Press Revue

Cellulare Madonnari 3382191888

 

 

INDICE ARTICOLI PRESENTI NELLA PAGINA ARCHIVIO2

FONTE TITOLO DATA/AUTORE
web Campagna per la liberalizzazione dell'arte di strada
web Artisti di strada: contributi ai Comuni PIEMONTE
Southeast Missourian Cape artist wins Otto Dingeldein Award Friday, November 07, 2003
Richmond.Com The Brunswick Stew Festival fires up the pot this weekend. Saturday, Nov. 8 WEEKEND PICK
Corriere della Sera Abbiamo deciso di vivere la città, aprendo questo spazio a tutti, con laboratori artistici, con l’arte di strada INDYMEDIA
Corriere della Sera CASA L.O.C.A. secondo giorno – progetti, ospiti, attività INDYMEDIA
Villagevoice.com Shattering the Broken Window
LA CITTA’ In mostra per beneficenza le opere del Van Gogh di Sarno Lucio Scudiero
Il Corriere Adriatico Passione che può costare cara codice penale

 

In mostra per beneficenza le opere del Van Gogh di Sarno



Una tavolozza, un pennello e tanto talento. E' con essi che Antonio Di Leva (foto), pittore sarnese di 53 anni, concepisce e dà vita ai suoi falsi Van Gogh ''d'autore''. E lo fa con straordinaria maestria. In cinque anni ha raggiunto la ribalta di importanti mostre d'arte, tra cui quella di Pozzuoli. La prossima mostra è in programma per domenica al castello Fienga di Nocera Inferiore, patrocinata dall'Associazione per la lotta contro i tumori. Perché proprio Van Gogh? «Perché, come me, ha sofferto tanto», spiega Di Leva. E c'è da credergli. L'artista sarnese ha avuto una vita difficile, fin dall'infanzia, trascorsa a Sarno combattendo contro la povertà, tanto che gli fu negata perfino la possibilità di frequentare le scuole elementari. Doveva lavorare, perché la famiglia ne aveva bisogno. A quindici anni, Antonio tentò l'avventura emigrando in Svizzera, a Zurigo, dove la fortuna non gli arrise, costringendolo ad esercitare i mestieri più umili per mantenere i suoi tre figli. «Ho fatto anche il minatore», ricorda. Di Leva sfidò il destino per l'ennesima volta quando decise di tornare a Sarno, nel suo paese natale. Ma di impieghi neanche a parlarne. Soltanto la sua forza di volontà gli permise di frequentare scuole serali, consentendogli di conseguire la licenza media, grazie alla quale, nel 1988, riuscì a vincere un concorso diventando portantino all'ospedale di Sarno, dov'è tuttora impiegato. Poi, l'alluvione del 1998, che scosse la sua coscienza trasformandolo in un genio dell'imitazione. In quei giorni, diviso tra la casa del padre,un Madonnaro conosciuto in città, e le sua attività ospedaliera, Di Leva ebbe l'illuminazione. Si cimentò ne ''I cipressi'', famosa opera dell'artista olandese e a quel quadro sono seguiti tanti altri, circa trentacinque. La sua tecnica ha affascinato moltissimi estimatori, tanto da fargli pervenire offerte dagli Stati Uniti e dal Giappone. «Ma vogliono i miei quadri senza che li firmi. E per me è inaccettabile».

 

Lucio Scudiero

(ndr Antonio di Leva è figlio di Alfredo nostro stimato collega al quale va il nostro affettuoso saluto)

“LA CITTA’”

giovedì 4 dicembre 2003

 

Il Corriere Adriatico

 

Il codice penale prevede una multa e anche la reclusione

 

Passione che può costare cara

 

Disegnare sui muri non è solo un fenomeno giovanile di questi ultimi anni ma addirittura un "modus vivendi", una cultura vera e propria, dei "madonnari" del terzo millennio.

 

Una espressione artistica che però può costare cara. "Chiunque deturpa o imbratta cose mobili i immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 103 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici, si applica la pena della reclusione fino a un anno o della multa fino a 1032 euro e si procede d'ufficio".

 

Non lascia spazio a dubbi l'articolo 639 del codice penale dal titolo "Deturpamento e imbrattamento di cose altrui". Tutt'altro che irrilevanti i rischi per i "writers" che decidono di esprimersi in determinati luoghi senza le necessarie autorizzazioni. Una situazione di illegalità che può essere aggravata se ricadono le circostanze del comma 7 dell'articolo 635 che tratta il "Danneggiamento".

 

Per questi artisti non c'è neanche l'appello all'articolo 21 della nostra Costituzione che al primo comma recita: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".

 

Insomma questa nuova forma di rappresentare gli anni 2000 trova non poche difficoltà ad avere unno spazio tutto suo se non grazie al buon senso di chi la pratica e di chi governa le nostre città.

 

Pisa

Campagna per la liberalizzazione dell'arte di strada

Approvata la proposta di LiberaPisa sull'arte di strada!

E' finalmente giunta ad una conclusione, positiva, la proposta di delibera promossa dall'associazione politico-culturale LiberaPisa, per la valorizzazione delle espressioni artistiche di strada. Forte del consenso di centinaia di cittadini ed avendo organizzato due feste ...

La Commissione Cultura discute la proposta di LiberaPisa

Interviene Dario Russo, promotore dell'iniziativa: "è importante non sottovalutare questa arte, essa richiama molto pubblico e valorizza il territorio. Il Comune deve Liberalizzarla, e prendere iniziative per promuoverla"

L'associazione LiberaPisa, ha condotto, a partire dal dicembre 2001 una battaglia per la liberalizzazione dell'arte di strada in citta'. Quello che si chiedeva tra l'altro era un regolamento ...

Proposta di delibera Consigliare

Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada

presentata da LiberaPisa

I sottoscritti cittadini pisani presentano, ai sensi dell'art. 57, comma primo dello Statuto comunale, la seguente proposta, avente come primo firmatario Dario Russo con facoltà di esporre le proprie argomentazioni in merito, presso il consiglio ...

Comunicati Stampa

DEPOSITATA OGGI UFFICIALMENTE LA PROPOSTA DI DELIBERA COMUNALE PER LA VALORIZZAZIONE DELL'ARTE DI STRADA A PISA. DICHIARAZIONE DI DARIO RUSSO, MEMBRO DEL DIRETTIVO DELL'ASSOCIAZIONE DI CULTURA LIBERALE, LIBERISTA E LIBERTARIA, LIBERAPISA: "E' UNA PROPOSTA IDONEA A VALORIZZARE LA CITTA' A VANTAGGIO ANCHE DELL'ECONOMIA CITTADINA. SU QUESTO TEMA COME PER GLI ALTRI CI BATTEREMO INSIEME A CHIUNQUE VORRA' DARE UNA SVOLTA AL TORPORE CHE AVVOLGE LA POLITICA E ALLONTANA I CITTADINI DALLA VITA CITTADINA.

A partire ..

Lettera di domanda d'adesione spedita ai consiglieri comunali

Gentile consigliere Come saprà, LiberaPisa, l'associazione di stampo radicale, libertaria e liberista, da mesi sta prodigandosi affinché vengano rimossi i vincoli esistenti relativi alla possibilità per gli artisti di strada di esibirsi liberamente in città. ...

Adesioni

Come preannunciato, l'associazione LiberaPisa rende note le prime adesioni pervenute in ambito artistico-culturale, da parte di singoli, associazioni, gruppi con competenze nel mondo dello spettacolo a vari livelli per la valorizzazione dell'arte di strada a ...

L'Adesione dei Verdi

Il Coordinatore provinciale dei Verdi ed Gruppo consiliare dei Verdi per Pisa aderiscono all'iniziativa "LiberaPisa" a favore degli artisti di strada e si impegnano affinché la proposta di delibera "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada" ...

Rassegna Stampa

PISA. Da tutta Italia giungeranno a Pisa per la seconda edizione della festa degli artisti di strada organizzata dall'associazione Libera Pisa, una cinquantina di artisti, tra saltimbanchi, giocolieri, mangiafuoco, madonnari, gruppi teatrali e musicali. Gli ...

L'artista di strada: rischio e seduzione di Enio Sartori

"Qual è la tua strada amico?...la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell'arcobaleno, la strada dell'imbecille, qualsiasi strada. E' una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i ...

 

Piemonte

Artisti di strada: contributi ai Comuni

 

La Regione premia i Comuni che hanno promosso spettacoli e manifestazioni con artisti di stradaE’ quanto disposto dalla Legge regionale 15 luglio 2003, n. 17, che ha come titolo "Valorizzazione delle espressioni artistiche in strada", pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 29 del 17.7.2003.Il Piemonte è dunque una regione ospitale verso tutte le attività di carattere musicale, teatrale, figurativo ed espressivo svolte da artisti in strada e in spazi aperti al pubblico.Nella legge si dichiara che la Regione riconosce il ruolo di "valorizzazione culturale e turistica, di incontro creativo tra le persone, di ricerca e sperimentazione dei linguaggi, di scambi di proposte con vari profili culturali, di confronto di esperienze innovative, di affermazione di nuovi talenti, di rappresentazione di attività frutto di geniale ispirazione, di servizio culturale per un pubblico di ogni classe sociale, età e provenienza geografica".Per la prima volta infatti, in Italia, una Regione emana una legge di valorizzazione del settore delle arti svolte liberamente da artisti di strada.La legge prevede l'istituzione di cinque premi annuali, di € 50.000,00 ciascuno, a favore di Comuni che abbiano promosso e sostenuto espressioni artistiche in strada, da assegnare sulla base di criteri che tengano conto della specificità geografica e tipologica dei comuni e delle caratteristiche delle manifestazioni.Sono inoltre istituiti cinque premi annuali, dell'importo di € 5.000,00 ciascuno, a favore di artisti singoli o in gruppo che operino in modo organizzato e che si siano distinti per particolare bravura.Per quanto riguarda gli Enti locali, il bando è destinato a Comuni singoli o associati che nel corso dell'anno 2003 abbiano realizzato, in forma diretta o tramite affidamento di incarico ad altro soggetto, manifestazioni, raduni, festival e rassegne di carattere musicale, teatrale, figurativo ed espressivo nel senso più ampio e libero, esibite in spazi all'aperto con libero accesso al pubblico. Tutte le informazioni sulla legge e sul bando si trovano sul sito internet della regione.

PREMIO ARTISTICO A MADONNARO AMERICANO

Craig Thomas is this year's winner of the Otto Dingeldein Award for Outstanding Achievement in the Arts. The Arts Council of Southeast Missouri bestowed the honor on him Friday evening during the intermission of a performance of "A Midsummer Night's Dream."

 

Thomas, a Southeast Missouri State University graduate, has worked full-time as a freelance artist in Cape Girardeau for several years. He teaches numerous painting and drawing classes, started the annual Cape Girardeau Street Painting Festival using chalk art, paints numerous murals in local schools, businesses and homes, makes street paintings at local events and now assists with the River Heritage Mural on the floodwall in downtown Cape Girardeau.

 

He has won eight other awards and recognitions for his artistic contributions including first place at the St. Louis Street Chalk Competition and third place at the National Madonnari Street Painting competition in Grazie, Italy. His work is also featured in the Peace Project, a traveling exhibit in Europe of art made entirely from recycled materials, each exhibit addressing in some way the need for peace.

 

Otto Dingeldein, the award's namesake, was a silversmith who founded the council in the 1960s and, in 1975, became the first recipient of the award. He died in 1991.

 

Last year's winners were Dr. Jean and Nona Chapman.

CONCORSO PER MADONNARI RICHMOND U.S.A.

Richmond.Com

Stew Time

The Brunswick Stew Festival fires up the pot this weekend.

Or check out the Chalkboard Madonnari Competition where local artists recreate paintings by the Old Masters to the theme "Celebrate the Art of Food." Visitors can check out the entries around the Market while judges will award $1,500 cash to Madonnari winners.

Fourth Annual Brunswick Stew Festival

WEEKEND PICK

17th Street Farmer's Market

in downtown Richmond's River District

11 a.m. to 5 p.m.

Free

(804) 646-0477

Corriere della Sera:

Abbiamo deciso di vivere la città, aprendo questo spazio a tutti, con laboratori artistici, con l’arte di strada

E tre. Nel giro di pochi giorni è salito a tre il numero delle occupazioni abusive: gli «hacker buoni» nel negozio di via Confalonieri, all’Isola; i nomadi rumeni di via Barzaghi nella ex fabbrica abbandonata di via Polidoro da Caravaggio e, ieri sera, i ragazzi dell’associazione Ya Basta, e non solo quelli, nella palazzina di viale Sarca 183 di proprietà dell’Isu (Istituto per il diritto allo studio universitario). «È una occupazione mirata - spiega Francesco dello Ya Basta - nella casa di chi dovrebbe permettere ai 200 mila universitari presenti in città di studiare assegnando loro borse di studio, alloggi, pasti e libri. E invece non lo fanno». Così, alle 18, i nuovi inquilini della Casa Loca (Laboratorio per l’autogestione di case occupate) avevano già affisso slogan e striscioni. Studenti, creativi, nomadi, senzatetto. «Siamo pendolari della vita - continua Francesco - in una Milano senza spazi pubblici. Ci trattano come cittadini senza diritto, quindi abbiamo deciso di vivere la città, aprendo questo spazio a tutti, con laboratori artistici, con l’arte di strada. Ma sarà anche una sorta di free-shop, aperto per liberare la comunicazione dai vincoli del potere imposti dal mercato».

In serata, molti dei giovani hanno volantinato nel quartiere per farsi conoscere, per vedere la reazione delle persone. Con un programma che prevede, tra le altre cose, un dibattito nel pomeriggio sulla «licenza di copiare e sulla libera circolazione dei saperi», con interventi di studenti della Bicocca. Ma anche una festa improvvisata con aperitivo e concerto jazz degli Outsider. Si replica domani.

Sul fronte cronaca, invece, gli abitanti della zona di via Espinasse stanno preparando volantini di protesta che invitano la cittadinanza a ribloccare viale Certosa lunedì pomeriggio. Parola d’ordine: non vogliamo i nomadi a casa nostra.

Mentre gli hacker di via Confalonieri, in odore di sgombero, sono in pieno «due giorni no-stop» nei quali si presentano ufficialmente ai cittadini, aprendo gratuitamente la loro radio via internet, la televisione di strada e un call-center al quale accedere per esporre le problematiche sugli spazi del Comune.

«Noi vogliamo trattare con l’amministrazione comunale - spiega Lavinia, tra le atttiviste del gruppo -. Siamo anche disposti a lasciare se l’assessore Giancarlo Pagliarini ci riceve in un incontro pubblico. Siamo anche disposti a pagare l’affitto».

 

CASA L.O.C.A. secondo giorno – progetti, ospiti, attività

 

La Casa Loca ha aperto da ieri le sue porte alla città, colorandola da subito con la costruzione di nuovi e diversi percorsi, perché diventi un mondo che contenga molti mondi: aperto, rispettoso delle differenze, agito da progetti che intersecano il locale e il globale, proposti e portati avanti da soggetti diversi. Intendiamo offrire alle moltitudini che quotidianamente attraversano questa città strumenti utili per la sopravvivenza:

 

apriamo già da oggi questo luogo agli studenti, con un seminario in cui parleremo di come costruire una comunità dei saperi. Vogliamo che da oggi tutte e tutti possano trovare tra questi muri spazi per essere liberi di studiare, di parlare, di condividere conoscenze, di costruire ogni tipo di percorso e proposta.

L’università è sempre più una azienda delle tecniche, in cui si formano persone perché possano inserirsi in processi produttivi. Noi crediamo invece che l’università debba essere strumento di scambio gratuito, in cui studenti, lavoratori migranti e ogni soggetto di questa città possa apprendere e insegnare, senza porre limiti e proprietà alla creatività di ognuno di noi.

Già da lunedì apriremo aule studio e cominceremo a praticare il copyleft, ovvero il diritto a riprodurre e distribuire gratis saperi: libri di testo e non, musica, film, idee e invenzioni.

Contamineremo progetti diversi: da quelli che nell’università già vivono ma non hanno spazio, a quelli come Global Project che lo vogliono attraversare per liberare strumenti di comunicazione e di autoformazione, a quelli che costruiremo giorno per giorno insieme a chi vorrà entrare in questa casa di pazze.

 

è stato attivato da subito lo sportello di Action Milano. Un progetto che si occupa della riappropriazione e della messa in pratica del diritto a essere cittadini, rivolto a tutti i soggetti che ne vengono quotidianamente esclusi: studenti, migranti, lavoratori precari, e tutti gli abitanti di questa invivibile città.

Attività centrale di Action Milano è praticare il diritto alla casa e al reddito; per questo sono state da subito attivate le “liste di occupazione”, con lo scopo di riunire quanti hanno bisogno di una abitazione ma che, nella città più cara d’Europa, non possono permettersi di pagare un affitto né tantomeno un mutuo. Il progetto è infatti quello di moltiplicare le occupazioni…

Per domenica pomeriggio è stata organizzata una assemblea in cui si parlerà della quotidiana sperimentazione delle comunità ribelli. Parteciperanno Salvatore Amura, assessore di Pieve Emanuele (comune che nel territorio milanese utilizza il bilancio partecipativo), Action Roma (associazione delegata al bilancio partecipativo a Roma), ASC dal Veneto (rete attiva nelle occupazioni di case), Collettivo Monzese (impegnato nella ricerca di uno spazio nel territorio “difficile” che è la Brianza).

Aspettiamo a breve una visita di Nunzio D’Erme, consigliere comunale romano denunciato con l’accusa di “associazione a delinquere a scopo di occupazione”.

 

È incominciato subito un lavoro sul quartiere bicocca. Abbiamo intenzione di coinvolgere tutti gli abitanti di questa zona, che è sempre stata popolare ma che ha subito uno stravolgimento radicale dopo la riconversione delle strutture della Pirelli in edifici universitari, nelle attività della Casa Loca.

La Casa Loca è uno spazio aperto a tutti quelli che la vorranno vivere come luogo di progetti, di studio, di incontro. Per questo ci attiveremo da subito per organizzare spazi comuni, luoghi per assemblee, laboratori e seminari.

L’arte di strada, la musica e il saper fare sono le pratiche che ci porteranno per il quartiere e che porteranno il quartiere nella casa.

Si comincia da oggi con un aperitivo Jazz dalle 18.30 e con una festa serale, e si continua domani sera con musica e proiezione de “la strategia della lumaca”

 

Domenica mattina, inoltre, la Casa Loca ospiterà la riunione nazionale dell’associazione Ya Basta!, che ha deciso in questo modo di sostenere l’occupazione.

 

Contatti: 333.8227407 – casaloca@inventati.org

 

Dal quartiere Bicocca in Milano,

sabato 18 ottobre 2003,

Gli occupanti della Casa L.O.C.A. .:

Laboratorio per l’Autogestione di Case Occupate – viale sarca 183

 

 

GUERRA AI GRAFFITISTI NEGLI U.S.A.

Villagevoice.com

Is the War on Graffiti an Extreme Makeover?

Shattering the Broken Window

by Juan Pablo

November 10th, 2003 2:00 PM

 

 

Graffiti, the art spawned by disenfranchised youth and insurgent artists, is facing an ever-growing mob of paintbrush-toting politicians. Once again officials are grabbing paint buckets and rollers and spewing rhetoric about graffiti’s demise. Nationwide they are conjuring newer, harsher policies, as well as spending millions in cleanup to combat graffiti.

 

In mid-October, Washington, D.C., Councilmember Adrian M. Fenty began pushing for a zero-tolerance graffiti policy. According to The Washington Times, "Fenty and other D.C. leaders are looking at innovative programs used in New York City and Los Angeles."

 

In New York those innovative programs include Mayor Michael Bloomberg’s Anti-Graffiti Task Force. This past July, Bloomberg stated his task force was "making great strides in the fight against graffiti and its insidious effects on our quality of life." The confidence was due to a cleanup of 16.3 million square feet of graffiti, and a total of 468 graffiti-related arrests in one year, from July 2002 to this past summer. The main contribution Bloomberg’s force has made is to add all those young people to the thousands behind bars.

 

As for clean wall-space, their acreage is just a drop in the paint bucket. First, few things are better for writers than clean, freshly painted walls to write on (First Is King, remember fellas?). Second, 10.2 million of the 16.3 million square feet the city says it eliminated were "in the city’s industrial, commercial and maritime areas." The Department of Transportation painted over more than 4.1 million square feet, around highways, and 2.03 million square feet was cleaned by the Department of Parks and Recreation, according to the mayor’s office. The Department of Housing Preservation and Development part of the task force only removed about 14,500 square feet from 157 buildings. That means the residential areas in all five boroughs that look untouched are basically untouched.

 

Bloomberg made his anti-graffiti stance a significant part of his agenda since his campaign and he couldn’t have picked a better time. Due to the widely accepted, Giuliani-favorite, “broken window” theory—that a broken window left unfixed will encourage more windows to be broken—graffiti has been making its way to the top of many a city’s most wanted list. Politicians seem to believe that though graffiti is a small crime, it leads to major crimes.

 

Bloomberg has claimed, "Graffiti is an invitation for criminal behavior and it sends the message that we do not care about our City." His comments not only reek of broken-window influence but have also been obviously inspired by Executive Order 24. Implemented in July 1995 by Giuliani, Executive Order 24 blames graffiti for many of New York City’s ills and goes as far as claiming "tags have become a means of communication for drug dealers and gangs."

 

"The police and politicians and media don’t truly believe that," says REALS TCK, a local public school teacher as well as a prolific graffiti writer during the 1990s. "Using that rhetoric only justifies criminalizing youth. Real graffiti writers are not part-time drug dealers and gangsters. Writers are thinking about their next mission, how they’re gonna do it, where they’re gonna do it. They don’t have time for much else. And vice versa. If you’re selling drugs you’re concerned with money coming in, not writing on the wall."

 

Executive Order 24 also insists "graffiti-related vandalism depreciates the value of the property it defaces and costs the City and property owners millions of dollars in clean-up expenses each year."

 

"Graffiti does nothing to actually cause damage to the structure of a building," says STRYV, a 13-year graffiti vet. "It’s totally an issue of economics."

 

REALS agrees with the economic angle. "There’s this connection between what the government considers a crime and money. If the government can make money off of it, it's legal. Nike can completely co-opt graffiti culture and put a billboard on the wall with some wanna-be graffiti and since their paying for the spot, it’s totally acceptable. But if the art comes from the street, then it’s criminal."

 

Washington, D.C., isn’t the only city following New York’s lead. Thanks to Giuliani and Bloomberg, cities nationwide are waging an anti-graffiti war. Jacksonville, Texas, started a boot camp specifically for graffiti writers in September. The city offers local businesses free paintings done by camp inmates. In El Paso, graffiti on any school property, church, or cemetery was upgraded to a state felony in January 2002, regardless of the dollar amount of damage. In Milwaukee, lengthy prison terms of up to 50 months have been handed out for graffiti since the late 1990s. With the passing of Proposition 21 in California on March 7, 2000, 14-year-old graffiti writers can be charged as adult felons. Prop 21 makes any "gang activity," including graffiti (and hanging out with more than three of your friends for that matter) a felony and allows for children to be charged as adults.

 

In Atlanta, a strong anti-graffiti sentiment has developed as well. Lamar Willis, a first-term councilmember, passed an ordinance to get rid of outlaw street art, unsolicited murals, and even some commissioned murals. Unless the property owners get a permit for a solicited mural, it will be painted over at the property owners’ expense. It’s one thing when people don’t want scribble on their walls; it’s a whole 'nother thing when the city government pressures property owners to bar awe-inspiring pieces on their premises because doing so is supposedly showing support for graffiti. Willis’s ordinance became especially unpopular because it calls for $1,000 fines against owners who do not remove graffiti on their premises within 30 days of being notified.

 

On his website, Willis admits to being inspired by Giuliani and, of course, the "broken window" theory. Sadly, the councilman and Mayor Shirley Franklin are also using this theory for their coinciding agendas to get tough on panhandling, and even feeding the homeless in public. They want police who patrol Woodruff Park in downtown Atlanta to turn away people who try to feed the homeless there. Franklin and Willis said the food drives were in violation of health codes and created public disturbances.

 

When politicians are out to get some ink by trying to wipe out the ancient art, their moves are arbitrary at best, and aimed primarily at commercial districts. They don’t include trying to clean up writers’ neighborhoods.

 

That’s one of several problems with the "broken window" theory—it usually only applies to the touristy parts of town. Inner city residents only know of their cities’ increased anti-graffiti efforts when their sons get stiff sentences for trying to have a voice.

 

 

 

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ULTIMO AGGIORNAMENTO 25/02/2009